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mia zia che puttana

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acegimoq
view post Posted on 9/6/2008, 19:15




Sono passati anni ormai, e ho deciso di confessarvi cosa avvenne tra me e mia zia, la sorella di mia madre. Come tanti adolescenti in piena pubertà avevo sviluppato un’attrazione quasi morbosa per lei… spesso, quando ero suo ospite la spiavo dalle fessure delle porte semiaperte mentre si spogliava o la guardavo in bagno dal buco della serratura. Immagino che i miei tentativi fossero piuttosto vistosi perché da un certo punto in poi le porte erano sempre chiuse e un asciugamano sulla maniglia oscurava la serratura del bagno. Ma intanto crescevo, cominciavano le prime amicizie femminili e l’interesse per mia zia diminuì.
Ci fu solo un episodio, alcuni anni dopo… avevo diciotto anni, fresco di patente, un mio cuginetto era ospite di una colonia estiva montana ed un sabato mia zia decise di andarlo a trovare facendosi accompagnare da me. Giunti nella località montana trovammo una graziosa pensioncina e decidemmo di fermarci per la notte. L’unica camera libera disponeva solo un piccolo letto matrimoniale ma mia zia non sembrò farci molto caso… appena entrati mia zia si voltò semplicemente verso il muro ed iniziò a spogliarsi, sfilandosi il maglione di lana, i calzoni di velluto e la camicia… rimanendo in maglietta e mutandine. Io rimasi praticamente ipnotizzato guardando le sue lunghe gambe nude ed il suo sedere coperto a malapena dagli slip a pochi metri da me… in un attimo mi vennero in mente i lunghi appostamenti da adolescente per sperare di vederla nuda. All’improvviso si voltò, sorridendo e guardandomi negli occhi disse: “Cosa fai, lì incantato! spogliati ed andiamo a letto, che sono stanca…” io mi scossi e lentamente mi spogliai. La sosta era stata decisa all’improvviso, vista la bella località, per cui non avevamo pigiami, rimasi anch’io in maglietta e mutande e mi infilai sotto le coperte, spegnendo la luce.
Era fine agosto ma eravamo in montagna e la notte era fredda… non riuscivo a togliermi dalla mente il corpo di mia zia, allora aveva trentacinque anni ed era in perfetta forma. A poco a poco mi avvicinai a lei, come per cercare tepore, con l’abbracciai e stetti immobile. Pensavo che mia zia mi avrebbe respinto, ma invece lasciò fare. A poco a poco il suo respiro si fece più pesante, addormentandosi. Io invece ero sveglio e teso… il mio braccio sinistro le cingeva il torace, appena sotto il seno, lentamente sollevai la mano sino al suo seno destro e cominciai ad accarezzarlo… insistetti sul capezzolo, che si inturgidì immediatamente.
Mi aspettavo una sua reazione di disappunto, ma non avvenne.
Avevo una forte erezione, quasi dolorosa, abbassai gli slip, appoggiai il pene lungo il solco delle natiche e cominciai a muoverlo con circospezione…
Mia zia fece un sospiro più forte, mi fermai di colpo, poi avvenne qualcosa che mi sconvolse…
Sentii la sua mano sinistra afferrarmi il pene ed iniziò a masturbarmi… ero talmente eccitato che bastarono pochi colpi per farmi venire… le schizzai sulla mano e sulle natiche… diede ancora qualche colpo, poi si divincolò dall’abbraccio e si allontanò da me. Non disse una parola e l’indomani mattina si comportò come se nulla fosse accaduto.
Non parlammo mai più dell’episodio…perlomeno per quasi vent’anni…
Mi laureai, iniziai a lavorare e mi sposai…
Mia zia non interferì molto nel mio matrimonio, perlomeno finchè visse mio zio, che mancò all’improvviso. All’inizio sembrava volesse rifarsi una vita, prese ad uscire, fece nuove amicizie, poi, a poco a poco si richiuse su se stessa, uscì meno e cominciò a fare sempre più affidamento su di me, telefonandomi ogni momento.
La cosa infastidì mia moglie, ed i nostri rapporti iniziarono a raffreddarsi…
Una sera ricevetti una telefonata, soffriva frequentemente di mal di schiena, in quei giorni era peggiorato ed il medico le aveva prescritto delle applicazioni locali di pomata, mi chiedeva se potevo passare da lei a fargliele. Avvisai mia moglie, che sbuffò, e mi recai a casa di mia zia.
Mi aprì la porta, indossava una vestaglia pesante, color rosso scuro… “grazie per essere venuto, andiamo in camera da letto, così saremo più comodi”, mi precedette in camera, si avvicinò al letto e si sfilò la vestaglia, rimanendo in mutande. Io rimasi bloccato a guardarla. “Cos’è? Vedere una vecchia nuda ti sconvolge? Ho cinquantacinque anni ormai…” In realtà quello che mi sconvolse era il vedere il suo corpo in forma, nonostante gli anni, il seno ancora sodo, anche se un po’ cadente, con i grossi capezzoli scuri… immediatamente feci il confronto con il corpo di mia moglie, di vent’anni più giovane, che dopo il matrimonio s’era lasciata andare…
“Non sono sconvolto, mi ha stupito vederti così in forma” risposi.
Sorrise, come non l’avevo vista fare da tempo. “Su sbrighiamoci, non vogliamo fare aspettare tua moglie, vero?”
Prese un asciugamano di telo bianco e lo distese sul letto, poi ci si sdraiò sopra a pancia in giù dicendomi: “la pomata è sul comodino, ungimi abbondantemente”
Cominciai a massaggiarla sulla schiena, fra le scapole, scendendo a poco a poco lungo la spina dorsale, sino a sfiorarle le natiche… “Aspetta, mi disse, non voglio che tu mi unga le mutande” si inarcò e con un gesto si sfilò gli slip, rimanendo a gambe aperte… mi si fermò il respiro, rimasi ad osservare le grandi labbra scure, ricoperte di peli grigiastri, la rosea vagina semiaperta… come un automa continuai a massaggiarle la schiena, scendendo sempre più verso il solco delle natiche, arrivando a sfiorare il buco del sedere… quando mia zia parlò: “Con tua moglie non va vero? Lo sento dalle tue mani…” Si voltò supina ed aprì le braccia verso di me dicendo “Vieni piccolo mio, vieni dalla tua zia…”
Mi abbracciò e mi baciò, un lungo bacio appassionato… poi mi disse “Spogliati, vieni accanto a me, sono vent’anni che ti aspetto…”
Mi spogliai e mi sdraiai accanto a lei, cominciò lentamente ad accarezzarmi il torace, la pancia, i testicoli, poi si inginocchiò sul letto iniziando un fantastico pompino… si svolse tutto al rallentatore, o forse sono io che lo ricordo così… dopo un po’ mi disse “sono pronta… prendimi…”
La feci sdraiare supina mi misi sopra di lei e la penetrai… mi stupì la facilità con la quale riuscii ad entrare… (spesso mia moglie era asciutta ed accusava dolore) ed iniziai a scopare con foga… non resistetti molto… la riempii abbondantemente di sperma…
Rimasi dentro e con un dito cominciai a giocherellare con l’ano… era ancora unto di crema ed entrò con facilità… mia zia si riscosse all’improvviso “No! Non farlo! E’ sporco, e mi vergogno!”
“Perché no? Sapessi quante volte ho fantasticato di farlo!”
“Perché? Tua moglie non te lo ha mai concesso?”
“Mia moglie no, ma qualche altra ragazza a suo tempo si”
“E perché vuoi da tua zia qualcosa che nemmeno tua moglie ti dà?”
“perché penso che tu sia una vecchia porca…”
“non offendermi adesso, sono anni che non ho più rapporti e mi hai presa per debolezza, il massaggio era gradevole, mi sono eccitata e…”
“come quella notte in montagna vent’anni fa?”
“era gradevole anche allora, mi sono resa conto in che stato di eccitazione eri ed ho preferito masturbarti per evitare conseguenze più imbarazzanti…”
“allora non dormivi!”
“ovviamente no”
“e allora perché stasera?”
“ho visto in che rapporti siete tu e tua moglie, sei nervoso e penso che il tuo lavoro cominci a risentirne, da quanto tempo non scopate?”
“saranno quasi tre mesi”
“vedi? una zia se ne accorge sempre… non rovinare la tua brillante carriera per i malumori di tua moglie, hai delle esigenze da soddisfare, se non provvede lei ci penserò io, mi vuoi puttana? sarò la tua puttana… torna a casa, ci vediamo domani sera, alla stessa ora, ricorda che la schiena continua a farmi male, mi servono i massaggi…”
A casa mia moglie mi accolse sbuffando, chiedendo con malagrazia notizie di mia zia, irritandosi quando le dissi che avrei dovuto passare da lei tutte le sere per almeno una settimana.
Quella notte dormii male, anzi rimasi quasi sempre sveglio riflettendo su quanto stavo facendo e se era giusto nei confronti di mia moglie e di mia zia.
Uscito dal lavoro comprai un mazzo di fiori e mi recai direttamente a casa di mia zia, mi accolse sulla porta con la solita vestaglia, ma appena entrati in casa lasciò che si aprisse… sotto era nuda, tranne un piccolo reggiseno a balconcino ed un paio di autoreggenti nere, scarpe alte e notai che era stata dal parrucchiere e si era truccata…
“mi volevi puttana? eccomi, sarò la tua puttana…”
Mi abbracciò e mi diede un lungo bacio appassionato… poi mi prese per mano…
“vieni” mi disse e mi accompagnò verso il bagno…
“perché il bagno?” chiesi
“vedrai” mi rispose
arrivato in bagno vidi che la vasca era piena di acqua con sali profumati, sul davanzale della finestra brillavano alcune candele accese e in un angolo vi era un vassoio con degli oggetti coperti da un telo.
“spogliati ed infilati nella vasca…”
feci quanto richiesto e lei, sfilatosi l’accappatoio, con una spugna cominciò lentamente ad insaponarmi… tutta la tensione accumulata in quei giorni scomparve e per la prima volta da tempo mi sentii rilassato.
Uscii dalla vasca e lei mi aiutò ad asciugarmi poi indicandomi il pene eretto disse:
“ti vedo in ottima forma, stasera, meglio così…”
si avvicinò al vassoio, lo scoprì e me lo porse… sopra vi era una grande peretta di gomma, un tubetto di crema ed un contenitore con del liquido biancastro…
“ecco, diciamo che mi sento un po’ indisposta… ti ricordi da piccolo quando ti facevo i clisteri? bene, adesso ho bisogno che tu mi ricambi il favore…”
detto ciò si appoggiò al bidet, lasciandomi il sedere bene in vista… riempii la peretta di liquido tiepido, con il dito le unsi bene il buco di crema, saggiandone la tensione, quando la sentii rilassata, infilai la peretta… gliene feci due, belle piene… ad un certo punto disse “basta!” e corse sulla tazza a scaricarsi…
feci per uscire dal bagno ma mi disse “no, resta qui con me, un attimo ho finito ed usciamo insieme…”
Si lavò rapidamente, mi diede un bacio, mi prese per mano ed uscimmo…
Entrammo insieme in camera, avvicinandomi vidi qualcosa sul cuscino del letto, un frustino da equitazione, in cuoio nero…
Mi voltai verso di lei e le chiesi:
“Questo cos’è?”
“Tu sai che me ne sono andata di casa molto giovane, a quattordici anni, per andare a servizio da una prozia lontana, nel paese in cui poi incontrai tuo zio, ma non ne hai mai saputo il motivo… da giovane ero piuttosto ribelle e mio padre, tuo nonno, che hai conosciuto anziano ed invalido, non perdeva occasione per punirmi… e non erano semplici scapaccioni, usava un nerbo di bue, che teneva in camera sopra il letto, mi faceva appoggiare al tavolo della cucina, mi scopriva le natiche e mi frustava… era doloroso ma mi eccitavo… finita la punizione correvo in camera mia, dove, sul letto piangevo, ma spesso mi masturbavo forsennatamente. Credo che l’abbia usato anche spesso su mia madre, anche se lei con me non l’ha mai ammesso… me ne andai di casa, con il suo consenso, dopo una punizione più violenta del solito… sono passati anni, ma vorrei ancora riprovare quelle sensazioni… sono sempre stata fedele a tuo zio, ma non ho mai osato chiedergli di frustarmi, non avrebbe capito… tu sei diverso… sei uguale a me…
Si appoggiò all’armadio, gambe e braccia divaricate, il sedere bene in vista…
“Cominciamo con dieci colpi, ma forti…”
Presi in mano il frustino, lo soppesai, per un attimo mi fermai a riflettere su quanto stavo facendo, ma l’istinto prevalse… un colpo secco…
Lei sospirò… “continua…” mi disse
Due, tre, quattro… dieci colpi. Mi fermai e la guardai: sulle natiche cominciavano a comparire alcune striature rosa, sul viso, una lacrima sporca di trucco scivolava sulla guancia…
Si voltò, verso di me, mi accarezzò la guancia, poi, inginocchiandosi, mi strinse il pene nell’incavo dei seni… con la lingua iniziò a giocare con il glande, poi di colpo lo infilò tutto in bocca, quasi volesse ingoiarlo, lo ritirò fuori e scorrendo lungo l’asta scese sino a leccarmi l’ano, mentre con la mano continuava a masturbarmi… ero stupito dalla sua abilità, ormai stavo per venire, lei se ne accorse e rapidamente lo riprese in bocca, giusto in tempo per schizzarle dentro… ingoiò tutto con voracità… si alzò, mi prese per mano e mi condusse a letto. Si stese al mio fianco, voltandomi la schiena, accarezzandosi le natiche piene di striature che stavano diventando rosso scuro, divaricandole, facendomi ammirare il buco scuro, quasi violaceo…
“ti piace il mio culo, vero?”
“da impazzire…”
si infilò due dita in bocca, le insalivò e scese ad umettare la rosa anale.
“è tuo, prendilo”
mi avvicinai a lei, le strizzai i seni con violenza, le accarezzai l’inguine, poi mi appoggiai al buco, e dopo una minima resistenza, vi sprofondai dentro sino alle palle…
Lei gemeva eccitata e mi incitava… continuai a manipolarle il clitoride e la sentii squassata da un potente orgasmo, mentre le scaricavo il mio sperma nell’intestino…
Dopo due settimane andai a vivere con lei, dopo sei mesi la separazione da mia moglie divenne ufficiale. Per anni mi fu madre, moglie e puttana
 
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